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CONTRO LA COSTRUZIONE DEL NUOVO ZOO DI RAVENNA


Lac, Lav, Movimento Antispecista, Oipa, Oltre la Specie, Una Ecoanimali, Vita da Cani, ma anche movimenti locali come Clan Destino, Ravenna Viva e Glizoobastardi, confermano l’opposizione alla costruzione di un nuovo zoo a Ravenna, in località Standiana.
Entro breve il consiglio comunale dovrà esprimersi in merito alla concessione di costruire uno zoo in località Standiana. associazioni animaliste e movimenti locali continuano ad opporsi  al progetto dello zoo e chiedono al ministro dell'ambiente di dare risposta all'interrogazione presentata il 19 febbraio, facendo chiarezza sull'opportunità di aprire un altro zoo e sulla regolarità normativa del progetto.
Premesso che le associazioni animaliste sono e saranno sempre contrarie a qualsiasi struttura che limiti la libertà degli animali non umani, indipendentemente dal danno ambientale che simili strutture possono arrecare (a meno che non si tratti di strutture di soccorso), in questo caso specifico le associazioni hanno a cuore anche i danni causati dall’impatto ambientale del progetto in oggetto, vista la sua incompatibilità con l’area naturale in cui potrebbe sorgere.
Lo zoo, anche se presentato come espressione di una “nuova filosofia” di parco naturalistico sarà solamente una gigantesca operazione commerciale destinata a fare da completamento all'adiacente parco di divertimenti di Mirabilandia.
Se il Comune darà il via ai lavori di costruzione, tutta la zona, che nel progetto viene definita  piena “di sterpi ed erbacce” ma che molto semplicemente è allo stato naturale, verrà FALSATA con un sostanzioso intervento di architettura paesaggistica che prevede piantumazioni di essenze non autoctone.
Verranno presentate specie animali  non autoctone in ambienti ricostruiti alla meno peggio e quindi FALSI.
In buona sostanza verrà presentata una "realtà virtuale”, base per una coscienza ambientalista deviata e FALSA.
Tutto questo quando Ravenna può vantare di essere inserita in un ambiente di alto impatto ambientale: dalla pineta di Classe al Parco naturale del delta del Po, alla pineta di Ravenna.
Lo stesso etologo Prof. Celli, che ha purtroppo favorito, con le sue relazioni, la realizzazione dello zoo, ha descritto nelle immediate vicinanze del parco zoo siti idonei all’osservazione di VERI animali autoctoni in un VERO ambiente naturale ove vivono una VERA vita..
Ed allora perché costruire un nuovo zoo, INUTILE per Ravenna e DOLOROSO per gli animali?
La proclamata prevista sinergia con il parco di divertimenti Mirabilandia (si tratta di attraversare la strada Standiana) mette in luce lo scontato fine di lucro dell’impresa ma pone anche forti dubbi sulla reale possibilità, dichiarata, di porsi come polo scientifico e didattico. Non dimentichiamo che la società interessata alla realizzazione è Alfa 3000, che agisce nel campo dell'imprenditoria e non certo nell'interesse scientifico.
Alfa 3000 sostiene che l’imprenditore è imprenditore in qualsiasi campo svolga la sua attività, ed i fondamenti dell’imprenditoria di libero mercato sono il raggiungimento del massimo guadagno con il minimo dispendio di risorse. E questo esclude ogni implicazione etica.
Se l’etica difficilmente fa parte della mentalità imprenditoriale, deve però essere presente e basilare in politica ed è anche per tale motivo che, in data 19 febbraio è stata presentata un'interrogazione parlamentare in cui si chiede al Ministro dell' Ambiente, tra l'altro, di esprimersi sui seguenti quesiti:

  • se si possa ritenere che un complesso basato in primis sulla sinergia con un parco di divertimenti, e con specie animali che, almeno inizialmente, saranno di scarso interesse per il pubblico, possa svolgere effettivamente attività scientifica e didattico - divulgativa, così come prescritto dalla direttiva 1999/22/CE relativa ai giardini zoologici;
  • se non sia finalmente giunto il momento di intervenire definendo in modo assolutamente inequivocabile che uno zoo non può considerarsi un'attività ricreativa;
  • quali provvedimenti intenda adottare per limitare le autorizzazioni alla nascita di altre strutture pseudo-zoologiche, in modo particolare, come nel caso specifico, quando la presenza di altri siti quali oasi naturali nelle vicinanze renda inutile una attività che utilizza animali alloctoni in cattività.