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Le campagne dei mesi scorsi, in particolare “la settimana mondiale per gli animali nei laboratori 23-30 Aprile” a cui l’OIPA aveva aderito per parlare a nome degli animali nei laboratori, le cui grida la gente non può sentire e le cui vite sono un completo inferno ogni singolo giorno, hanno dato importanti risultati in quanto sono servite a convincere molte università americane, un tempo ferme sostenitrici della vivisezione, a cambiare rotta ed adottare moderne tecnologie di insegnamento e di ricerca che non prevedono l’utilizzo di animali.
Solo nell’ultimo anno nove Università americane hanno aggiunto il loro nome alla lista di quelle che non utilizzeranno più animali: “East Tennessee State University”; “Georgetown University School of Medicine”; “Louisiana State University School of Medicine in New Orleans”; “Mount Sinai School of Medicine”; “University of California”, “San Diego School of Medicine”; “University of Illinois”; “University of Rochester School of Medicine” e “University of Texas Medical School at San Antonio”.
Questo importante sviluppo denota una crescente consapevolezza, ragioni etiche ed educative impongono la sostituzione degli animali con tecniche più moderne ed avanzate. Gli esperimenti sugli animali deviano l’attenzione, ogni specie è diversa in termini di relativa anatomia, fisiologia, biochimica e genetica, quindi i roditori o altri modelli animali sono inutili per estrapolare risultati importanti.
Il “federal Animal Welfare Act” in vigore negli Stati Uniti richiede alle Università di considerare vitali, quando siano disponibili, le alternative senza animali: il travolgente uso di queste ultime e il cambio di rotta in atto negli Stati Uniti dimostrano chiaramente che non solo esse sono disponibili ma anche preferite da moltissime Università.
Questa regolamentazione e la sua applicazione ha in molti casi portato direttamente o indirettamente alla sostituzione degli animali e in altri casi invece ha accelerato la valutazione di alternative e riforme dei piani di studio.
Metodi scientifici più moderni ed avanzati, quali studi clinici, epidemiologici, studi su tessuti umani che si focalizzano sui dati riguardanti la specie umana, sono sicuramente da preferire alle risposte fuorvianti e dannose ottenute dai test sugli animali.
L’OIPA continuerà sempre a recepire gli appelli e le campagne per chiedere la sostituzione degli animali fino a quando questa crudele e dannosa pratica non sarà definitivamente eliminata.
Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director