CANILE DI RIETI: PRIMO INGRESSO DEI VOLONTARI DOPO 46 GIORNI


Il 16 ottobre 2007 i volontari sono rientrati dopo 46 giorni al Canile di Rieti scortati dagli agenti del Comando di Polizia Municipale sensibilizzato alla problematica e richiesto dal Comune di Rieti. Pur riscontrando una disponibile partecipazione ed una cortese volontà di risolvere le spinose problematiche notate solo adesso, parrebbe che per Rieti il passato è passato.E questo principio seppur ragionevole per chi assume un incarico di responsabilità solo di recente non può e non deve 
dimenticare e ridurre tutto ad una scaltra frase di circostanza. E se possibile deve esser ancor più incentivato a perseguire, l'incresciosa assenza civica e legale avvenuta sino ad oggi nella propria provincia. 
Il passato è passato: un antido intelligente per sollevarsi con ali di piuma e cera da spiacevoli prati d'ortica in cui incamminarsi. Un elisir diplomatico per brindare all'amnesia ed evitare di ungersi le mani nell'olio della vergogna e del lassismo. Un equilibrio precario fatto di stoffe ricucite. Un sughero che non può essere l'argine dell'oceano. Una frase che personalmente ritengo ingiusta e pericolosissima.  Il Passato, per chi dall'insegnamento degli storici ha appreso, è Padre del Futuro. E' la radice che svezza il frutto. E al di là delle licenze poetiche il Passato è stato, un tempo, il Presente.
Presente che i volontari e le associazioni hanno vissuto sulla loro carne, nel loro dolore, nelle difficoltà delle loro finanze, lontano dallo sguardo di chi ora si rende prodigo, sensibile ed operativo. E se prima, nel presente, non si agiva perché sconosciuto. Ora, conosciuto, non si agisce perché è ormai passato. Al di là della generosa e strategica disponibilità offerta, dall' unico Comune su 73 della Provincia di Rieti (che per convenzione hanno i “loro” cani presso la struttura Tecnovett) presente alla Conferenza Stampa indetta dalle Associazioni, il benessere per gli animali detenuti in Canile non sembra essere stato modificato.
In ottobre il canile aveva qualche box rotto tenuto con corde e assi di legno, qualche secchio lavato, qualche pedana meno sudicia e lorda. Il cemento umido di pulizia. L'umido di un'acqua che a Rieti fatica ad asciugarsi anche ai caldi raggi del sole di ottobre e che da novembre fino ad aprile, nel gelo secco dell'inverno, resta ad impregnare zampe e pelo degli animali. Ma questo non sembra preoccupare una delle voci della Asl che, attorno al tavolo di un aperitivo, asserisce che il disagio costante dell'umidità per un cane costretto a detenzione non sia maltrattamento così come con vanto afferma che il miglior amico del cane sia il cacciatore, libero di disfarsene qualora l'animale non “serva” più. Questo, unito alla grave assenza dei comuni nel corso della conferenza stampa, dà il polso ed il parametro di quale valore abbia per Rieti il rispetto e la tutela del benessere animale. 
In Canile c'erano cani entrati di recente ancora con la catena dell'accalappio al collo (hanno atteso che la togliessero i volontari, troppo affanno per gli operatori di servizio o della direzione sanitaria della struttura!), c'erano alcuni cani più magri e deperiti e qualcun'altro non c'era più. Come e per quale causa è stato impossibile saperlo. C'erano cani evidentemente sofferenti, peggiorati nella vecchiaia o sconfitti dalla detenzione, non abbiamo potuto sapere cosa avessero, quale patologia manifestassero, quali profilassi di fatto fossero state effettuate su di loro e dove questo fosse scritto e documentato. Qualche giustificazione di una presumibile direzione sanitaria da accertare della struttura che rimbalza scomode responsabilità e nessuna risposta concreta avvalorata da documentazione che possa azzittire spontanee riflessioni e logiche deduzioni di incapacità. Con un sospiro in nome di una paziente attesa si è glissato anche su questo, così come sull'utilizzo immacolato di una infermeria inaugurata nel Luglio 2006 e lasciata come une vetrina. Del resto, come ci è stato detto: “Un cane può anche morire”. Indubbiamente vero, ma è necessario e doveroso chiedersi perché muoia e come muoia e se possibile cosa sia stato fatto prima per evitare che morisse! Tutto questo sembra quasi non interessare. Ora considerato che il Passato è Passato: queste sono le adozioni urgenti del canile di Rieti del 16 ottobre 2007. Cani che necessitano urgentemente di una adozione privata o un ricovero in clinica da parte di associazioni amiche o gruppi di sostegno affinché a questi animali deperiti e sofferenti siano garantite cure idonee e un adeguato trattamento clinico veterinario. 
Il passato è passato. E questi cani, così come li vedete, per Rieti, già domani saranno passato!

TOSCO: è uno degli anziani del Canile di Rieti, almeno 8 anni di età, vissuti tutti qui.
Un tempo era un fiero meticcio di taglia grande, festoso e amabilissimo con gli esseri umani ed equilibrato con gli altri cani. Al nostro ingresso lo abbiamo trovato incredibilmente deperito, dimagrito, esausto quasi immobile sulla sua pedana. All'interno della bocca presentava alcune ulcere e le gengive molto chiare sintomo di anemia.

FELICINA: pare essere entrata di recente in canile in queste condizioni. Quali esattamente non si sanno ma lei, il giorno del nostro ingresso, si presentava così come la vedete. Rattrappita in se stessa, sfinita, asciugata nelle sue stesse carni. Lei avrà circa 4 anni di età, taglia medio grande, è molto simile ad un pastore belga e sospettiamo che sia positiva alla leishmania.

SELVA: la detenzione è stata davvero ingiusta con lei. Era una bellissima atletica cagna, affettuosa e dolcissima con uomini e altri cani di circa 4 anni di età. Ora resta seduta sulla sua pedana, dimagrita, asciutta, affaticata. Non arriva neanche più alla porta del box.

CATENELLA: bellissima cucciolotta simil golden-maremmano, meno di 1 anno di età. Letteralmente terrorizzata. Il muso, il collo e le orecchie lese da qualche morso di sopravvivenza. Portava ancora al collo la catena dell'accalappio (la scusa è stata che la piccola era forastica, aggressiva e selvatica: in realtà è solo spaventatissima) che i volontari le hanno amorevolmente sfilato.


Catenella

MIELE e NEO: di cui non abbiamo foto dell'ingresso del 16 ottobre ma solo foto datate. La loro magrezza ci ha impressionato rispetto alla loro forza di tolleranza che li aveva aiutati a rimanere in carne in questi anni di detenzione (li potete trovare nel sito www.adozionicani.it nella sezione adozioni). Anche loro stanno patendo molto una detenzione che, con le temperature umide e gelate  dell'inverno a Rieti, peggiorerà inesorabilmente.

Aiutateci ad aiutarli!

Disponibili a condurre i cani per affidabili adozioni e adeguate cure veterinarie in tutta Italia.

Grazie  di Cuore