SALVATO RATCHET, CANE IRACHENO


Il dipartimento della Difesa americano è di nuovo al centro delle polemiche internazionali per una vicenda che riguarda gli animali, questa volta in Iraq. Il protagonista è Ratchet, un cucciolo di cane adottato dal sergente Gwen Beberg dopo che l’aveva salvato, il Maggio scorso, da cumuli di rifiuti in fiamme. I regolamenti proibiscono ai militari impiegati all'estero di adottare animali domestici o riportarli negli Usa. Il sergente Beberg, si era vista confiscare il cucciolo prima dell'imbarco all'aeroporto internazionale di Baghdad.
La soldatessa, in seguito all’evento, aveva inviato alla madre un messaggio pieno di dolore: aveva il terrore, condiviso dalle organizzazioni animaliste internazionali, che il cane potesse essere soppresso.

Nessuno in famiglia si è dato per vinto ed era partita una petizione online, ampiamente sostenuta dall’OIPA a livello internazionale, per chiedere che il cane venisse liberato.
Il sostegno internazionale per il cane è stato immenso: a confermarci che il cane era vivo, è stato il portavoce delle forze statunitensi in Iraq, tenente David Russell, mentre il deputato americano, il democratico Keith Ellison, ha scritto ai vertici del Pentagono per ottenere una revisione del caso.

Atteso da una folla di giornalisti, il 20 ottobre Ratchet è sbarcato, scodinzolante, sano e salvo all’aeroporto internazionale Washington Dulles negli Stati Uniti. Il trasferimento del cane è stato reso possibile grazie ai volontari di “Baghdad Pups”, un gruppo americano che si occupa di prestare cure ed assistenza agli animali in Iraq. Baghdad Pups si è occupata di ogni fase del trasferimento, dalla base militare fino al momento in cui il cane verrà affidato alla nuova famiglia.

Ora, dopo un lungo viaggio, il cane trascorrerà due notti in un rifugio prima di ripartire per la sua nuova casa a Minenapolis. Ratchet sta bene, il veterinario che l’ha visitato ha dichiarato che è “estremamente sano”. La famiglia di Gwen, si sta recando da Ratchet per dargli il benvenuto.

La vicenda e la mobilitazione internazionale, oltre ad avere permesso il salvataggio del cane, hanno anche sollevato la questione dei regolamenti in vigore in materia di animali.
La storia di Ratchet ha toccato il cuore del mondo: oltre 67 mila firme in pochi giorni hanno fatto la differenza nella vita di questo animale ed ora il nostro auspicio è che il Dipartimento americano, ampiamente sollecitato a rivedere i regolamenti, possa cambiare la sua politica in merito al possesso ed al trasporto degli animali salvati dai soldati. L’OIPA continuerà a sollecitare il Dipartimento della difesa americano, affinché possa rivedere la sua posizione in merito agli animali.

Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director