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STORIA DEL MASSACRO DI CANI RANDAGI IN MOLDAVIA

Nel 2009, in maniera abbastanza nascosta, il Sindaco del Comune di Chisinau, Dorin Chirtoaca, prese la decisione di procedere allo sterminio di oltre 35.000 cani randagi, riuscendo a raggiungere il suo intento in quasi 2 anni: solo nel 2009 ne furono uccisi 19.000. Nel 2010 altri 16.000. Questo a seguito di una presunta (mai provata) aggressione da parte di un cane randagio subita da una persona nella periferia della capitale.

Il Comune stanziò per l’operazione circa 2800 LEI moldavi, l’equivalente di 200 euro a cane. Tale somma venne giustificata all’amministrazione con il fatto che ogni cane veniva catturato, portato in una struttura (di nome NECROPOLA), da loro definito ‘canile’ o ‘centro di raccolta’, dove attraverso l’utilizzo di tecniche e metodi adeguati l’animale veniva studiato, ne veniva verificata la pericolosità o meno, per poi procedere nel caso di animali innocui alla sterilizzazione e successiva rimessa in libertà; nel caso di riscontro di effettiva aggressività si procedeva invece all’eutanasia.

Dalle foto, dai filmati e dalle testimonianze degli intervistati appare evidente che si tratta di una favola raccontata all’opinione pubblica per coprire non solo un vero e proprio massacro, ma anche vari traffici nascosti che alcuni praticavano sulla pelle di questi poveri animali.
Riguardo a quest’ultimo punto , mi riferisco a quanto l’associazione ALGA, presente da anni sul posto, ci riporta, ovvero che alcuni cani sono stati uccisi e utilizzati per produrre sapone; altri soppressi  in maniera barbara e scuoiati per rifornire alcune aziende produttrici di pellicce; altri ancora sono stati venduti agli oltre 10 ristoranti cinesi presenti nella città.

Molte associazioni animaliste europee, tra cui l’attivissima Vier Photen, austriaca, oltre ad altre inglesi e tedesche, si sono offerte volontariamente e gratuitamente di contrastare il fenomeno del randagismo attraverso l’apertura di canili e sterilizzazioni, ma il Comune non ha accettato aiuti da parte di nessuna di queste associazioni europee, che tra l’altro gli sono state segnalate dalla Fondazione Brigitte Bardot e ha portato avanti il massacro nonostante anche i vari appelli giunti da più parti d’Europa.

Alla luce del mercato di pellicce, saponi, carni per i ristoranti cinesi scoperto da ALGA si capisce il perché di questo rifiuto.
Per non parlare del fatto che il Comune stanzia 200 euro a cane, senza alcun controllo o controverifica, che moltiplicati per i cani ‘sistemati’ (secondo le ultime stime sarebbero 35.000) rappresentano una somma ingente soprattutto per un Paese non particolarmente ricco come la Repubblica Moldava.

 

Il luogo del massacro:

Tutto ciò avviene in un posto chiamato NECROPOLA, struttura che si trova nella periferia della città di Chisnau sulla Strada Usilinor 206/207. E’ qui che i cani randagi vengono condotti al massacro; gli aguzzini che ci lavorano hanno addirittura addestrato un cane di grossa taglia ad attaccare e sbranare qualsiasi cane che tenti di uscire dal recinto.

Nelle foto e nei filmati che si possono visionare dal dvd sono evidenti le macchie di sangue e di terra, a testimonianza della brutalità con cui si opera in questo centro.
Dalle immagini dei video si vede un gruppo di persone di fronte al fabbricato giallo: sono gli addetti del Comune che su indicazione del Sindaco di Chirtoaca procedono giornalmente alla cattura dei randagi e alla loro soppressione.

Nelle scene seguenti si può vedere in quali condizioni i cani vengono tenuti nelle celle, prima di essere uccisi e buttati (talvolta ancora mezzi vivi) nella cisterna con il coperchio giallo visibile in alcune delle riprese: si tratta di una cisterna molto profonda che costituisce la tomba per molti di questi sfortunati randagi.
Dalle immagini video delle celle, nonostante le disumane condizioni in cui vengono tenuti i cani, questi dimostrano di essere del tutto innocui e per nulla aggressivi, al contrario di quanto vorrebbe far credere il Comune.

Nonostante l’evidente non pericolosità dei cani, viene addirittura praticato loro l’elettroshok, come sottolineato dal commentatore del video.
Le immagini sono state realizzate sul posto da un’equipe della tv moldava e riguardano un sopralluogo fatto da Valentina Dudnic, Presidente di ALGA, e dal Direttore dell’Università di Scienze Umane di Chisnau, insieme con alcuni volontari dell’associazione.

I filmati rappresentano un’importante contributo per fare chiarezza sui fatti e verranno in parte utilizzati nella causa intentata contro il Sindaco di Chirtoaca, considerato il fautore del massacro dei randagi.





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