Tramite contatti con l’associazione Act
Asia e i manifestanti che hanno scritto all’OIPA, abbiamo
appreso che almeno 500 persone in una fredda mattinata di Novembre
si sono riversate lungo una strada di Beijing rompendo l’atteggiamento
passivo davanti alla morte degli animali.
L’11 novembre lungo le strade della capitale cinese, cittadini
infuriati hanno voluto condannare pubblicamente gli abusi ed i
nuovi limiti a cui sono soggetti i proprietari di animali domestici,
firmando una petizione in cui chiedono alle autorità di
proteggere tutti i cani in Cina.
Questo incontro pubblico è il primo che si sia mai verificato
per discutere della protezione degli animali in Cina ed è
stato deciso dopo l’incoraggiamento e il supporto che nei
mesi scorsi hanno ricevuto dall’estero dalle associazioni
protezioniste, tra cui l’OIPA.
I manifestanti hanno protestato contro le nuove leggi in vigore
per i proprietari di cani, che tra le varie novità prevedono:
il limite di 35 cm di altezza per i cani domestici, il divieto
di possedere non più di un cane per famiglia, il bando
di 41 “razze pericolose”, la confisca dei cani che
non rispettano i criteri di legge, le sanzioni economiche.
Queste misure legislative controverse sono la risposta ai casi
di rabbia che si sono verificati in Cina. Nei primi 9 mesi del
2006 oltre 100.000 persone a Beijing sono state morse e a 9 diagnosticata
la rabbia, come riportato da Xinhua, l’agenzia di stampa
ufficiale della Cina.
Le autorità hanno messo in diretta connessione la taglia
del cane e il pericolo per gli umani, e questa decisione ha creato
panico tra i proprietari di cani i quali temono di vedere uccisi
senza alcun motivo quelli che considerano i membri della loro
famiglia.
Molti proprietari di cani, anche con l’uso della forza,
hanno provato ad impedire che i loro animali domestici fossero
portati via, altri per difenderli dalle nuove leggi hanno preferito
lasciarli da amici e parenti, al sicuro in altre città,
come testimoniato da Lin, ragazza che vive a Beijing, in una mail
all’OIPA.
“Massacri arbitrari sono una disgrazia" si legge su
un cartello tenuto da uno dei manifestanti che si sono uniti alla
protesta, sorretta dal grido comune: “Leggi a protezione
degli animali”.
"Questo cane è nostro amico", si legge su un
altro cartello, "Lui combatte per la libertà".
"Poter allevare un cane è un diritto, non un privilegio”
ha detto Wu, uno degli organizzatori dell’evento, che tiene
furtivamente 5 cani. "I nostri diritti sono in pericolo,
possiamo portare fuori i nostri cani solo coperti dal buio della
notte e dobbiamo sempre essere molto cauti. Dalle 8:00 alle 7:00
non è possibile farli uscire. Abbiamo molta paura, ci sono
anche gli informatori della polizia che segnalano proprietari
con cani non registrati o di taglia grande, per poi ricevere il
compenso. Le misure sono disumane e sbagliate, puniscono solo
i cani".
Le proteste sono eventi rari nella capitale, gli organizzatori
dicono di non aver ottenuto l’approvazione ufficiale dato
che le autorità sono contro ogni tipo di assemblea pubblica
fin dal 1989, quando le manifestazioni a favore della democrazia
terminarono in scontri col sangue.
Alcuni manifestanti sono stati trattenuti dalla polizia e rilasciati
solo dopo diverse ore. Sul fatto la polizia ha declinato ogni
commento.
La manifestazione è stata pacifica e tranquilla, ma circa
200 poliziotti, alcuni in assetto anti sommossa, sono rimasti
di guardia all’evento e hanno cercato di impedire che venissero
scattate foto o girati filmati.
I manifestanti ci hanno riferito che l’evento è stato
solo l’inizio, il primo passo per lanciare la campagna a
protezione degli animali, continueranno a diffondere informazioni
su quello che avviene e organizzeranno altri eventi, nonostante
il Governo abbia bloccato in questi giorni alcuni siti internet
dedicati agli animali, come risposta all’opposizione delle
persone alle nuove leggi.
Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director
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