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Paura, solitudine, mancanza di cibo e morte sono le parole usate per indicare come vivono i randagi in Grecia, espressioni viventi di questi vocaboli.
L’avvelenamento di cani e gatti, randagi o di proprietà, è diffuso attraverso tutta la Grecia ed avviene su base regolare. Le persone responsabili della diffusione dei bocconi avvelenati sono raramente colte sul fatto e solitamente i corpi delle loro vittime vengono raccolti dagli spazzini nelle prime ore del mattino. L’avvelenamento è accettato come un necessario ed economico mezzo di pulizia del gran numero di cani e gatti randagi che sono spesso visti come dei problemi: alcune persone temono che possano diffondere malattie, altri li considerano una seccatura, un fastidio di cui liberarsi, specialmente quando il loro numero aumenta.
Il 22 Aprile, il Ministro per lo Sviluppo Agricolo, Sotiris Hatzigakis, ha annunciato l'adozione di un disegno di legge che prevede pesanti sanzioni pecuniarie nei confronti degli individui colpevoli di torture o di uccisione di animali. Alcune disposizioni del disegno di legge prevedono la creazione di speciali rifugi per la sistemazione temporanea e la vaccinazione di cani e gatti randagi.
La nuova normativa, come riporta il comunicato del Ministro, sarà applicata anche contro coloro che avvelenano i randagi e nei confronti degli animali maltrattati nei circhi.
Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director