Nelle Filippine per tradizione i cani erano sacrificati e la loro carne mangiata quando una famiglia si trovava ad affrontare periodi difficili o la morte di un congiunto poiché vi era la convinzione che lo spirito dell’animale proteggesse gli spiriti della famiglia in vita.
I cani sono mangiati principalmente in Cina e Corea, e in minor misura in parte della Cambogia, Laos, Filippine, Myanmar, le parti asiatiche dell’ex unione sovietica, Tailandia e Vietnam. In molti di questi Paesi questa pratica risale a poche generazioni fa.
Avidità e corruzione hanno trasformato il rituale in un'industria commerciale che massacra oltre 500.000 cani ogni anno e sebbene molti Filippini non approvano il cibarsi di questa carne, la praticata è diffusa nella città e nei dintorni di Baguio e nella Regione delle Cordilleras.
L’Atto 8845 approvato nel 1998 proibisce il commercio della carne di cane, ma la sua applicazione è stata selettiva poiché la maggior parte delle Province del nord del paese si nascondono dietro la “tradizione” quale motivo per giustificare la pratica del cibarsi di carne di cane.
Nella sola Baguio, i residenti consumano circa 200 cani al giorno, in base ai dati forniti da “Network for Animals” gruppo per la difesa degli animali nelle Filippine che aveva fornito all’OIPA ampia documentazione fotografica sugli abusi quotidiani subiti dagli animali. Melchor Alipio, portavoce del gruppo afferma che la sanzione imposta dall’Atto 8845 era troppo bassa se paragonata con P55 millioni che i commercianti di carne di cane guadagnano ogni anno.
- 1 Peso Filippino = 0.0161 Euro -
L’OIPA è intervenuta più volte, sia tramite appelli sia tramite le leghe membro ed i Delegati esteri, per chiedere un intervento legislativo a protezione degli animali atto a vietare definitivamente la commercializzazione della carne di cane e a sanzionare i responsabili del commercio illegale.
Nel mese di giugno la nostra voce è stata ascoltata: il Congresso ha finalmente approvato una nuova legge che vieta il commercio di carne di cane ed inoltre promuove l’eliminazione della Rabbia attraverso un obbligo di vaccinazione degli animali.
Il Presidente Gloria Macapagal Arroyo ha firmato la legge “Anti-Rabies Act of 2007 (Republic Act 9482)” e ha stanziato P. 100 milioni per adempiere il programma.
“Ora abbiamo maggiore coscienza degli animali”, ha commentato Eduardo Ermita – Segretario Esecutivo. “I cani sono nostri amici, proteggono le nostre case e noi in cambio dobbiamo prenderci cura di loro. Molti di noi dormono con a fianco un animale domestico”.
La sezione 11 della nuova Legge prescrive la sanzione di P. 5,000 per ogni cane ucciso o commercializzato per la sua carne ed inoltre introduce una pena detentiva aggiuntiva da 1 a 4 anni. “Se la violazione è commessa da uno straniero, lui o lei sarà immediatamente espulso”, prescrive la legge. La legge richiede che i proprietari dei cani facciano vaccinare gli animali contro la Rabbia, in caso di trasgressione vi è una sanzione di P 2,000. Verrà introdotta una nuova tessera su cui saranno annotate le vaccinazioni e la storia clinica del cane, al quale dovranno essere assicurati anche adeguato cibo e un rifugio pulito.
La legge prescrive che il Dipartimento dell’Agricoltura fornisca vaccini antirabici gratuiti per le aree depresse del paese e il Dipartimento della Salute metta a disposizione, a basso prezzo, vaccini per gli umani.
I cani randagi devono essere portati nei canili del governo, se non rivendicati entro 3 giorni saranno messi in adozione e con l’assistenza delle associazioni protezioniste, le quali saranno chiamate a partecipare attivamente alle decisioni, verranno selezionate famiglie qualificate in grado di accogliere l’animale ed averne cura.
A breve entrerà in funzione il “Programma Nazionale per il controllo e la prevenzione della Rabbia” che sarà attuato da un comitato presieduto dal Dipartimento dell’Agricoltura. Il programma include vaccinazione di massa dei cani, creazione di un data base nazionale per i cani vaccinati e registrati, inoltre saranno sviluppate campagne educative ed informative sulla prevenzione ed il controllo della Rabbia.
Infine è previsto che i Governi locali si attivino per fare in modo che i cani randagi presenti nelle rispettive aree siano vaccinati, registrati, venga apposta targhetta identificativa, venga rafforzato il sistema dei canili locali ed i relativi controlli. Alle autorità locali il compito di verificare l’applicazione della legge e la creazione di un Ufficio Veterinario in ogni Provincia.
I negozi di prodotti per animali dovranno affiggere manifesti e materiale informativo al fine di educare il pubblico alla “proprietà responsabile degli animali”.
Questi poveri animali indifesi non possono combattere contro i crudeli commercianti che legano le loro bocche, immobilizzano le loro zampe e li lasciano ad una morte lenta e dolorosa. La nuova legge è la loro prima speranza per frantumare il crudele commercio che ogni anno miete migliaia di innocenti. La nostra voce ancora una volta è stata la loro voce ed è riuscita a chiedere Giustizia. Continuate sempre, per favore, a firmare i nostri appelli e diffonderli, gli animali non possono parlare, ma noi con una semplice firma possiamo contribuire a cambiare il loro futuro.
Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director