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Siamo partiti per l’Abruzzo con due furgoni la mattina del 17 aprile dalla sede OIPA, eravamo 4 Guardie Eco-Zoofile di Milano (Claudia, Raffaella, Stefano, Viviana) 4 volontari OIPA (Monica, Cristina, Stefano, Paola) e una mole di materiale notevole (cibo per animali, medicinali, coperte). Siamo arrivati a L’Aquila nel pomeriggio e appena arrivati ci siamo recati alla scuola della guardia di finanza,centro in cui vengono coordinate tutte le varie operazioni. Ci siamo registrati e ci sono state assegnate delle segnalazioni.
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L’impatto con le città distrutte e deserte è stato forte e nessuna foto, nessun filmato potrà mai rendere l’idea di ciò che si prova davanti ad una catastrofe di tale dimensione. Nonostante la situazione le persone sfollate che abbiamo conosciuto durante i controlli sul luogo e all’interno del campo di Collemaggio hanno dimostrato una dignità e un’accoglienza straordinarie.
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La situazione degli animali invece è davvero molto complessa e, come mai prima, ho compreso l’importanza di iscrivere i propri cani all’anagrafe. C’erano numerosi cani di quartiere che vivevano in uno stato di libertà già prima del terremoto e questo complica l’identificazione dei cani di proprietà ora vaganti. Pochi, davvero pochi, erano i cani con microchip. Presentavano diffidenza e non tutti siamo riusciti ad avvicinare, in particolare due cani di San Demetrio, due cani che sono restati nel cuore dei volontari presenti, uno dei due presentava un problema all’occhio causato probabilmente da un colpo molto forte. Non potendo avvicinarli li abbiamo nutriti. Sono due cani giovani come tanti altri, ma la paura che avevano nello sguardo e la rassegnazione, non le ho viste di frequente in un cane.
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Le nostre operazioni consistevano principalmente nella distribuzione di cibo, antiparassitari, coperte ai campi della provincia, al canile sanitario e direttamente agli animali. Abbiamo sfamato numerosissime colonie feline, mucche e galline.
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Abbiamo sfamato due cani legati a catena che non avevano né cibo né acqua e ne abbiamo rintracciato i proprietari. Abbiamo spiegato loro che i cani non potevano vivere così, anche con la presenza della Polizia di Stato. Alla fine di una lunga discussione che ha visto accese reazioni da parte dei proprietari, siamo arrivati al compromesso di trasferire uno dei due cani, quello più anziano e che fisicamente sembrava maggiormente malandato, all’interno di un giardino recintato, sicuro e senza la presenza di costruzioni pericolanti. Purtroppo, non avendo in quella circostanza competenza di polizia giudiziaria, le Guardie Eco-zoofile non hanno potuto fare di più.
Non si può in tre gironi cambiare la mentalità di molte delle persone che possiedono cani e, inferire su una situazione già catastrofica, alla Polizia non è sembrato opportuno.
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Abbiamo portato acqua e cibo a cani da caccia, il cui proprietario ha lasciato le chiavi del rifugio dove si trovavano al centro di coordinamento poiché lui era impossibilitato a occuparsene. Questi segugi, pointer e bracchi sono stati gli unici che il lettore ha rilevato microchip. Uno dei cani presentava uno stato di salute pessimo, aveva la cute chiazzata e con escrescenze, sangue: era affetto da rogna demodettica. Abbiamo rintracciato l’ASL che ci ha affermato che il cane è sotto cura medica. Nonostante lo stato di salute il cane aveva voglia di coccole e di sfamarsi, un coraggio ed una voglia di vivere inimmaginabili.
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I cani vaganti erano numerosi e un caso particolare è stato quello di tre cani, un terranova e un bastardino di taglia piccola all’interno di una ditta e di un cane che vagava intorno al luogo. Telefonando al numero di telefono della ditta siamo riusciti a rintracciare il proprietario: il cane piccolo era in calore e i due maschi presentavano aggressività tra loro.
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Il terranova ha scacciato l’altro che però non si allontanava troppo. Siamo intervenuti lasciando sul posto i due cani di proprietà e prelevando il terranova che proveniva chissà da dove ed era giunto sul posto a causa del cane in calore. Purtroppo non avendo microchip non siamo riusciti a risalire al proprietario.
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Proprio pochi minuti prima della partenza ci è stato segnalato un cane di grossa taglia che vagava nel quartiere da un paio di giorni. Siamo riusciti ad accalappiarlo e portarlo in canile, con la speranza che il legittimo proprietario si faccia vivo.
Siamo partiti domenica alle 21 con il terranova adulto, un cucciolo di maremmano e due gatti.
Attualmente sono in cerca di adozione il cucciolo di maremmano e il terranova.
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Entrambi sono molto buoni e davvero dei bei cani. Spero che il loro passato possa essere riscattato con persone che abbiano voglia di prendersi cura di loro come merita ogni essere vivente. Chi volesse avere informazioni sulle adozioni può rivolgersi alla sezione OIPA di Brescia scrivendo a brescia@oipaitalia.com all’attenzione di Monica, la volontaria che ospita gli animali, o telefonando alla delegata al numero 339 2452980.
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Ringrazio a nome dell’OIPA e di ogni animale che siamo riusciti ad aiutare, tutti coloro che hanno contribuito a questa esperienza, sia i volontari, che le persone che hanno portato materiale o hanno fatto donazioni: grazie di cuore a tutti.
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Claudia Cefalì
Coordinatore di zona delle Guardie Eco-zoofile dell’OIPA
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