Sabato 1° dicembre l’OIPA ha organizzato dei presidi per sensibilizzare le persone e convincerle a boicottare il mercato delle pellicce. Lo sforzo organizzativo dell’OIPA quest'anno si è concentrato sulla preparazione di presidi che si sono svolti contemporaneamente nelle piazze principali di numerose città italiane.
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L'OIPA i City Angels e Paolo Limiti
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Per gli animali, orrendamente definiti da pelliccia, le cifre da un anno all'altro non sono cambiate: siamo sempre alla stima di 15 milioni di animali selvatici e 30 milioni di animali da allevamento costretti a vivere in condizioni estreme di stress e in spazi talmente ristretti che vedono i poveri animali indotti a provocarsi automutilazioni o a innaturali reazioni di aggressività nei confronti dei loro simili. Ultimo atto: l'uccisione con frattura delle ossa cervicali, scosse elettriche, proiettili alla nuca. Molto spesso accade che per mantenere i prezzi competitivi i prodotti di abbigliamento, accessori con finiture di pelliccia o pelli intere ancora da confezionare vengano importati da Paesi orientali, soprattutto dalla Cina dove con la totale assenza di leggi e regole a tutela degli animali sono consentiti allevamenti indescrivibili e morti economiche e orrende quali la bastonatura e lo scuoiamento da vivi. Ma tutti gli animali sono senzienti e provano sofferenze inimmaginabili per colpa di esseri umani insensibili, indifferenti e vanitosi.
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"La nostra campagna 2007 contro le pellicce punta sulla dissuasione dall'acquistare e indossare tutto ciò che abbia anche solo un piccolo inserto in pelliccia – dichiara Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia – Siamo partiti con un manifesto, un opuscolo informativo e foto e video scaricabili dal sito dell’OIPA. Descrivono cosa accade veramente agli animali e le fotografie documentano la realtà. Per nostra scelta sono molto dure, perché non si possa mai più dire: io non potevo immaginare e non sapevo".
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