NEWS CONTRO IL COMMERCIO DELLE PELLICCE DI CANE E GATTO

Ogni anno nella sola Cina oltre 2 milioni i gatti e cani vengono allevati in terribili condizioni per essere poi brutalmente uccisi, scuoiati vivi, spogliati delle loro pelli e pellicce mentre sono ancora coscienti, i movimenti del corpo e degli occhi sono evidenti, il cuore continua a battere per 5-10 minuti dopo la scuoiatura, tutto ciò è ampiamente documentato dalle indagini contenute nel “Rapporto sull’industria cinese della pelliccia” di Care for the Wild.
Occorrono circa 10-12 cani per confezionare una pelliccia, molti di più se vengono utilizzati i cuccioli; 24 sono i gatti utilizzati per una pelliccia.
Animali randagi o sottratti ai legittimi proprietari vengono tenuti in condizioni disumane fino al momento dell'uccisione praticata con metodi estremamente cruenti. Una storia a lieto fine è la vicenda dei 400 gatti destinati al mercato delle pellicce e salvati dalle associazioni protezioniste in Cina ma per tutti gli altri il massacro è violento e spietato, senza alcuna possibilità di salvezza.
L’OIPA, in collaborazione con i Delegati esteri, le Leghe Membro OIPA Internazionale e le Associazioni Protezioniste cinesi, ha realizzato un’accurata documentazione sulla produzione di pellicce in Cina, Paese in cui i controlli sono pressoché inesistenti.
http://www.oipa.org/italia/pellicce/canegattocina.html

Nel 2006 l’OIPA aveva predisposto una Lettera-Petizione indirizzata a Markos Kyprianou - Commissario per la Salute e la Protezione dei consumatori,  al fine di esortarlo ad introdurre una proposta per il bando alle importazioni, esportazioni, vendita di pellicce di cane e gatto così da tutelare i consumatori in quanto, non solo alcuni giocattoli per bambini confezionati con tali pellicce presentano elevati livelli di tossicità, ma le etichette su prodotti in pelliccia importati dall’Asia spesso si sono rivelate inesatte o fraudolente. Un suo intervento era vitale per porre fine alle sofferenze di milioni di animali vittime di questo cruento commercio.
In seguito ad un riscontro positivo alle richieste sottoposte al Commissario la petizione fu chiusa.

Nel Novembre 2006 la Commissione europea è scesa in campo contro le pellicce ricavate da animali domestici ed il commissario Markos Kyprianou ha presentato una proposta di direttiva per mettere al bando le importazioni, le esportazioni e la vendita di pellicce di cane e gatto, di fattura prevalentemente cinese, all’interno dell'Unione Europea.
La proposta di regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio è destinata a vietare la commercializzazione, l'importazione nella Comunità e l'esportazione da quest’ultima di pellicce di cane e di gatto e di prodotti che le contengono. Essa stabilisce inoltre prescrizioni in materia di informazione volte a garantire che gli Stati membri si scambino dati relativi ai nuovi metodi di
identificazione e li trasmettano poi alla Commissione.
Spiegando la proposta della Commissione, Markos Kyprianou aveva dichiarato: “Dai consumatori europei abbiamo ricevuto un  messaggio forte e chiaro. I cittadini ritengono inaccettabile che cani e gatti siano allevati per diventare pellicce e non vogliono che prodotti contenenti questo tipo di pellicce siano venduti sul mercato europeo. Grazie al divieto proposto in tutto il territorio comunitario, i consumatori avranno la certezza di non correre il rischio di comprare inavvertitamente prodotti contenenti pellicce di cane o di gatto”.

L'iniziativa di Bruxelles fa seguito alla grande indignazione delle associazioni protezioniste e dei consumatori europei che hanno chiesto ripetutamente – attraverso petizioni ed e-mail inviate alla Commissione e al Parlamento Europeo per un totale di oltre un milione di firme – l’adozione di provvedimenti per contrastare il fenomeno.

L’OIPA recependo le proteste dei cittadini indignati davanti a così tanta crudeltà aveva predisposto inoltre una petizione scritta al Parlamento Europeo per chiedere un intervento urgente al fine di sostenere misure atte a proibire l’importazione, l’esportazione e il commercio di prodotti realizzati usando pelliccia di cane e gatto, all’interno dell’Unione Europea.

Dopo lunghi anni di campagne di sensibilizzazione l'Unione europea ha deciso di rompere gli indugi e fermare questa pratica crudele.
“Il commercio di pellicce di gatto e cane è una pratica più comune di quello che la gente pensa e molti consumatori non ne sono a conoscenza. Grazie ai video forniti dalla Human Society International sappiamo che la maggior parte dei prodotti provengono dall'Asia, in particolare dalla Cina”, ha commentato l’eurodeputato britannico Struan Stevenson.
Spesso gli animali vengono scuoiati vivi, le loro pelli sono presenti sul mercato europeo non solo sotto forma di giocattoli ma anche come giacche e accessori vari. É grazie all’etichette con nomi di animali immaginari come Gae-wolf, Sobaki, Asian Jackal, che i consumatori vengono ingannati sulla vera origine del prodotto, ha precisato Stevenson. Poiché le pellicce di cane e di gatto sono inoltre più economiche di altri tipi di pelliccia e possono sostituire tipi più costosi di pelliccia esiste un incentivo per pratiche sleali o fraudolente in relazione ai prodotti di pellicceria, compreso il ricorso a un’etichettatura fraudolenta o ingannevole e ad altre pratiche intese a nascondere la vera natura o origine del prodotto.
 
In seguito ad una lunga campagna di sensibilizzazione durata 7 anni durante la quale 5 Stati membri hanno messo al bando simili prodotti e la maggioranza degli eurodeputati aveva firmato una dichiarazione scritta per chiedere un divieto al commercio di pellicce di cane e gatto, l'Unione Europea è intervenuta per fermare definitivamente questo commercio. Molti Stati membri hanno già introdotto specifiche norme in materia; la proposta di regolamento europeo punta a creare un approccio armonizzato tra i diversi stati europei e a definire un quadro normativo chiaro, permettendo allo stesso tempo di rimuovere ostacoli inutili nel mercato interno.
Recentemente anche Stati Uniti e Australia hanno provveduto a bandire queste pellicce.
  
La Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori in data 12 Aprile 2007 ha approvato un bando totale a livello europeo del commercio di pellicce di cane e gatto.
“Vogliamo vedere il divieto del commercio delle pellicce di cane e gatto come un primo passo verso misure addizionali contro il commercio di altre pelli e pellicce, ad esempio quelle di foca" ha commentato l’eurodeputato Eva-Britt Svensson.

Ora il voto finale a fine Maggio durante l’assemblea plenaria che si terrà a Strasburgo.

Il voto del 12 aprile 2007, che è legalmente vincolante, segue alle petizioni, per un totale di un milione di firme presentate da cittadini attraverso tutta l’Unione Europea.

Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director