CHIARIMENTI SULLA VICENDA DEL CANE NEL MUSEO


Nei giorni scorsi ci sono arrivate, sia a livello nazionale che internazionale, molte richieste di chiarimento in merito ad informazioni in circolazione su Internet, riguardanti la vicenda del cane nel museo che vedeva coinvolto uno pseudo artista sudamericano di nome Guillermo Vargas.
L’OIPA per prima, era intervenuta direttamente al momento del fatto, lanciando un appello internazionale, per protestare verso coloro che avevano permesso la morte del cane Nativity all’interno del museo, in quanto non esistendo adeguate leggi per la protezione degli animali, nessuna sanzione fu emessa contro l’autore di una simile crudeltà.
In questi giorni si è tornato a parlare della vicenda e del presunto coinvolgimento di Hivos (organizzazione non governativa ispirata da valori umani) con Vargas.
Abbiamo preso contatto con Hivos per chiedere chiarimenti in merito alla vicenda. Quello che segue è il comunicato che abbiamo ricevuto da Manuela Monteiro, General director Hivos, la quale ci ha spiegato la reale situazione:
“Hivos non ha alcuna relazione diretta con Guillermo Vargas. Durante i giorni scorsi Hivos ha ricevuto moltissime mail, provenienti da ogni parte del mondo, da parte di persone preoccupate. Queste mail arrivano come risultato della petizione online ‘Stop animal torture for the sake of art’ in cui si chiede alla gente di protestare contro la partecipazione dell’artista costaricano Guillermo Vargas alla Biennale Centroamericana 2008. Hivos è stato identificato erroneamente come sponsor della Biennale. Hivos non è uno sponsor e non ha alcuna relazione con l’artista Guillermo Vargas. Hivos desidera dare risalto al fatto che assolutamente rifiuta lo sfruttamento degli animali nel nome dell'arte”.

In un ulteriore comunicato ricevuto da Manuela Monteiro, abbiamo appreso:
“Hivos collabora con circa 100 organizzazioni partner presenti in America Latina, tra le quali ‘Mujeres en las Artes’ (MUA) in Honduras. L’Honduras è il paese che ospita la Biennale ed il MUA è stato invitato a prendere parte alla logistica dell’evento. MUA non ha alcuna influenza sulla selezione dei partecipanti alla Biennale 2008. MUA ha dichiarato comunque che non permetterà che avvenga alcuna crudeltà sugli animali nel nome dell’arte, durante il corso dell’evento”.

Le informazioni erronee in circolazione sono dovute esclusivamente all’autore della petizione in questione, il quale ha strumentalizzato la morte del cane come occasione per fare parlare di sé ed offrire pubblicità gratuita a Vargas.
Il gesto di Vargas è stato condannato dall’OIPA e dalle 170 leghe membro sparse per il mondo, le quali appena appreso della morte del cane erano subito intervenute con lettere di protesta rivolte alle autorità competenti del luogo. Gli animali hanno bisogno di leggi a loro protezione, questo è il nostro impegno comune, se prima non è accordata una tutela giuridica, da qualche parte ci sarà sempre un’altra “Nativity” che soffre.

 “Al momento non vi sono cani chiusi nei musei, ne conferme della possibilità che ciò possa avvenire, in quanto tutte le parti direttamente coinvolte hanno pubblicamente condannato l’atto e preso posizione contro la crudeltà – dichiara Massimo Comparotto, Presidente OIPA – Tutte le foto in circolazione riguardano il precedente caso di maltrattamento su cui siamo intervenuti, quindi al momento non è necessario intervenire con un appello o con petizioni internazionali”.

Abbiamo preso inoltre contatto con l’associazione Mujeres en las Artes “Leticia de Oyuela”.
L’Assemblea Straordinaria, riunitasi nei giorni scorsi, ha reso pubblica la posizione in merito alla vicenda, ed ha comunicato quanto segue:
“Prendendo in considerazione la polemica generata attraverso la campagna mediatica in relazione alla partecipazione dell’artista costaricano Guillermo Vargas come uno dei 6 rappresentanti ufficiali del Costa Rica, alla VI Bienal de Artes Visuales, l’associazione Mujeres en las Artes “Leticia de Oyuela” ed il Comitato Organizzatore della Biennale non consentiranno, ne permetteranno che si commettano azioni che calpestino la dignità umana, e nemmeno lo sfruttamento, il maltrattamento e l’abuso di animali come parte delle proposte di questo evento culturale ed artistico”.

Il nostro auspicio comune è che la Biennale 2008 sia un momento per mostrare l’arte, il bello, i nostri migliori auguri vanno agli artisti che saranno presenti e che hanno appoggiato pienamente la causa animalista.
La Biennale deve essere un evento per ricordare i nostri amici a 4 zampe che vivono nella sofferenza, un’occasione per chiedere Leggi per la protezione di tutti gli animali, in modo che ci sia una base giuridica per fare in modo che per la crudeltà non vi sia spazio.

Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director