
Respect for Animals © 2006
L’OIPA ha appreso tramite contatti con
l’associazione americana HSUS - The Humane Society of the
United States, che il Governo canadese sta tentando di bloccare
la possibilità di osservare, da parte di HSUS, la caccia
alle foche sui ghiacciai canadesi.
La Humane Society of the United States condanna il recente annuncio,
fatto dal Dipartimento canadese della Pesca e degli Oceani di
voler porre maggiori restrizioni alla pacifica e legale “osservazione”
della caccia alle foche per l’anno 2007.
HSUS crede che il passo sia un tentativo per celarne la crudeltà
nella scia della chiusura dei mercati globali ai prodotti di foca.
Gli avvocati canadesi sostengono che il tentativo di bloccare
l’osservazione della caccia viola la “Canadian Charter
of Rights and Freedoms” (Carta Canadese dei Diritti e Libertà).
L’avvocato penalista canadese Clayton Ruby ha detto: "gli
oceani del Canada appartengono a tutti i canadesi. Se non ci sono
osservatori, i canadesi possono essere tenuti all’oscuro
della crudeltà di questa caccia. Questo è un chiaro
esempio che il Governo offre più diritti all’industria
che ai cittadini, senza badare alla loro posizione sulla questione
della caccia”.
Nel corso degli anni il Governo canadese ha approvato restrizioni
incostituzionali all’osservazione della caccia alle foche,
ad esempio il requisito di mantenersi a 10 metri di distanza dai
cacciatori, applicabile solo agli osservatori, non ai cacciatori
di foche. All’inizio di quest’anno gli osservatori
in viaggio con HSUS, incluso un giornalista dell’agenzia
di stampa Reuters, sono stati accusati di essere entrati nei 10
metri di un vascello di cacciatori, furono quindi arrestati e
si videro negati ulteriori permessi di osservazione. I cacciatori
erano stati filmati mentre ripetutamente entravano nei 10 metri
degli osservatori HSUS e mentre cercavano di urtare la loro imbarcazione
ma in questo caso non gli furono addebitate violazioni.
I politici delle Newfoundland hanno difeso questa iniqua applicazione
della legge presentando una falsa immagine degli osservatori (molti
dei quali sono giornalisti indipendenti, parlamentari e scienziati),
descrivendoli come “contestatori” e le pacifiche attività
di fotografia e videoregistrazione delle uccisioni, come una “protesta”
o “interruzione” della caccia.
La sola violenza verso le persone che sia mai avvenuta sulle banchise
è stata quella dei cacciatori verso gli osservatori, e
la violenza è aumentata saldamente nel corso degli anni.
Giornalisti e parlamentari sono abitualmente assaliti fisicamente:
vengono minacciati e molestati dai cacciatori sulla banchisa e
gli episodi, alcuni dei quali hanno posto a rischio le vite degli
osservatori, sono stati documentati a fondo, ma nessuna imputazione
è stata posta ai cacciatori di foche coinvolti.
I gruppi a protezione degli animali credono che questo tentativo
di coprire la brutalità della caccia alle foche sia in
diretta risposta alla chiusura dei mercati globali ai prodotti
di foca. Nel mese di Settembre, al Parlamento Europeo è
passata la Dichiarazione Scritta n° 38/2006 per la messa al
bando dei prodotti derivati dalla foca della Groenlandia a manto
bianco (Canada) e di quella a manto grigio blu, ovvero cistofora
crestata (Russia), firmata da un totale di 425 parlamentari, il
più alto numero di firmatari per una Dichiarazione nella
storia del nostro Parlamento Europeo.
Con oltre 1 milione di foche uccise negli ultimi 3 anni, la caccia
alle foche in Canada è il più grande massacro al
mondo di mammiferi marini. Gli esperti veterinari che hanno studiato
la caccia negli anni recenti hanno concluso che vi è una
sofferenza considerevole ed inaccettabile, e gli scienziati sostengono
che gli attuali livelli di uccisione rappresentano una minaccia
alla popolazione delle foche, particolarmente alla luce del potenziale
impatto devastante dei cambiamenti climatici che stanno avvenendo
sui ghiacci.
L’OIPA rinnova il suo impegno nel fare tutto ciò
che è necessario per fermare questo crudele e inutile massacro
e ringrazia tutti coloro che nei mesi scorsi hanno firmato la
petizione on line rivolta ai membri del Parlamento Europeo in
cui si chiedeva loro di firmare la Dichiarazione Scritta n°38/2006
presentata a norma dell'articolo 116 del regolamento da Carl Schlyter,
Paulo Casaca, Karl-Heinz Florenz, Mojca Drcar Murko e Caroline
Lucas sulla messa al bando dei prodotti derivati dalle foche nell'Unione
europea.
Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director