FALCO REALE SALVATO DALL’OIPA
E DAL CORPO FORESTALE DI TRAPANI

Il 31 gennaio si è finalmente conclusa la stagione di caccia, ma il bracconaggio resta incontenibile in diverse aree del Paese.
Un bilancio di decine di morti e feriti per “incidenti” con armi da caccia, e di circa 100 milioni di animali selvatici abbattuti, resta irrisolto il problema dell’accesso dei cacciatori nei terreni privati e dello stillicidio di deroghe regionali illegittime.
I cacciatori italiani sono passati dai 2 milioni degli anni ’60 ai circa 700.000 di oggi, ed un’attività ormai oggetto del disprezzo della maggioranza degli Italiani, di nessun interesse per i giovani d’oggi, cerca di sopravvivere ai propri errori invocando assurde deregulations , anziché concorrere alla tutela del patrimonio faunistico.
I dati della stagione venatoria che volge alla fine attestano una sequenza impressionante di fatti di sangue in incidenti di caccia: 36 morti e 73 feriti per soli episodi correlati all’impiego di armi da fuoco e relative munizioni; tra questi 3 morti e 17 feriti sono cittadini non cacciatori, recatisi nei boschi o in campagna per altre attività, e rimaste vittime della caccia .


Anche l’alto numero di cacciatori colpiti da infarto nella zona di caccia mentre vagavano con armi cariche dimostra la frettolosità degli esami medici per il rinnovo delle licenze, e l’inadeguatezza del Decreto del Ministero Sanità del 28/4/1998 sui requisiti psicofisici per esercitare la caccia, che nulla prescrivono in caso di malattie cardiovascolari o propensione all’alcolismo. 
L’insufficienza dell’attività di vigilanza non riesce ancora a contrastare alcune grandi sacche di bracconaggio.
L’ultimo episodio risale a questa mattina intorno alle ore 12, quando la sala operativa del Corpo Forestale di Trapani, riceveva una segnalazione che informava la presenza di un falco reale (specie protetta in quanto in via d’estinzione) ferito davanti la propria abitazione di campagna.
Immediatamente si portava sul posto Alberto Vitaggio, Guardia Forestale di Erice (TP) che a sua volta provvedeva ad allertare l’OIPA.


Sul posto sono subito intervenuti i volontari della sezione OIPA di Trapani, i quali hanno provveduto a portare, insieme alla Guardia Forestale, il povero falco dal veterinario.
L’animale purtroppo è stato colpito da uno sparo di un cacciatore senza scrupoli, che gli ha provocato una lesione all’ala destra.
Il falco fortunatamente è stato salvato e affidato alla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) di Alcamo, che provvederà a curare l’animale e successivamente a ridargli la sua libertà.
Ricordiamo che è assolutamente vietato abbattere animali in via d’estinzione (violazione Legge 157/92).
Un episodio finito bene in una stagione di caccia particolarmente cruenta.

Enrico Rizzi
Responsabile volontari OIPA Sezione Trapani e Provincia