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L’AHAW, ovvero il gruppo di esperti scientifici sulla salute e il benessere degli animali dell’EFSA (l’autorità europea per la sicurezza alimentare), ha adottato un parere scientifico in merito alle pratiche di uccisione e scuoiatura delle foche.
Gli esperti scientifici indipendenti dell’EFSA hanno esaminato con obiettività i dati disponibili ed hanno concluso che le foche sono mammiferi senzienti in grado di provare dolore, angoscia, paura e altre forme di sofferenza.
Il gruppo ha raccomandato l’istituzione di un monitoraggio sulla caccia alla foca che sia indipendente sia dagli interessi industriali/commerciali, sia dalle ONG. Inoltre la caccia dovrebbe essere aperta alle ispezioni.
L’EFSA ha ricevuto dati da un’ampia gamma di fonti, tra cui operatori del settore, organizzazioni che si occupano del benessere degli animali, Governi e altri organismi dell’UE e di Paesi Terzi.
Un gruppo di lavoro di esperti scientifici AWAH ha elaborato una bozza di relazione e di parere, che sono stati discussi con le parti interessate nel corso di un incontro tenutosi nell’ottobre 2007, al quale hanno partecipato circa 25 organizzazioni provenienti da 11 Paesi.
La salute e il benessere degli animali rientrano nel complesso delle competenze dell’EFSA; pertanto, l’Autorità ha messo a disposizione la propria competenza scientifica indipendente per una valutazione obiettiva dei dati disponibili. Non rientra tuttavia tra i compiti dell’EFSA decidere se tali pratiche debbano o meno essere consentite né valutare gli aspetti etici, economici, sociali, culturali, gestionali o altri aspetti collegati.
Il parere dell’EFSA è stato richiesto dalla Commissione europea onde poter decidere in modo informato su una eventuale legislazione in materia di caccia alla foca e di commercio di pellicce e prodotti derivati dalla foca. Una valutazione completa e obiettiva sul benessere degli animali nell’ambito della caccia alle foche fornirà ora un quadro completo e un fondamento solido su cui basare le conclusioni. Più volte la Commissione ha dimostrato forte interessamento a favore di standard elevati di protezione degli animali all’interno dell’Unione europea e nel resto del mondo.
Di recente è stata inoltre indetta una consultazione pubblica, per domandare alle persone cosa ne pensano del commercio dei prodotti derivati dalle foche.
http://ec.europa.eu/environment/biodiversity/animal_welfare/seals/seal_hunting.htm
L’OIPA, dopo aver recepito per prima l’appello giunto dalle associazioni sul posto, diventate poi leghe membro, ha per prima condannato pubblicamente la caccia delle foche in Namibia, la quale ha come obiettivo cuccioli e maschi adulti della specie Arctocefalo del Sud Africa, nota come Cape Fur Seal ovvero “Otaria del Capo”. Il numero di animali di cui è consentita l’uccisione è stato fissato dal Governo della Namibia in 6.000 maschi adulti e 80.000 cuccioli, da uccidere tra luglio e novembre del 2007, su una popolazione stimata in 750 mila animali.
Il Governo della Namibia ha autorizzato la caccia, che si svolge ogni anno, sostenendo che la popolazione di foche costituisce una grave minaccia all’industria della pesca. Numerosi studi scientifici mostrano come la pesca indiscriminata e la cattiva gestione degli stock di pesce siano i maggiori responsabili per la minore resa della pesca, come ha comunicato Seal Alert SA, nostra lega membro attiva in Sud Africa e Namibia. I motivi per cui questi animali vengono massacrati sono esclusivamente commerciali: i piccoli per la loro pelle, i maschi adulti per i loro organi sessuali, venduti poi nei mercati Asiatici in quanto in base a false credenze si ritiene che abbiano la proprietà di aumentare la virilità. I metodi usati per uccidere queste foche, inoltre, sono estremamente crudeli, disumani e ampiamente condannati dall’opinione pubblica non solo africana, ma anche mondiale.
In seguito alle richieste di Seal Alert SA, ampiamente sostenute dall’OIPA, anche questa specie di foche, in un primo tempo non tenuta in considerazione nei lavori, è stata inserita nel progetto e la nostra lega membro ha fornito ampia documentazione raccolta in seguito ad un’indagine sotto copertura svolta grazie a sostenitori namibiani che hanno voluto contribuire a svelare gli orrori perpetrati su creature innocenti.
Maggiori informazioni sulle campagne OIPA a protezione delle foche sono visionabili ai seguenti link:
http://www.oipaitalia.com/fochecanada.html
http://www.oipaitalia.com/index_fochesouthafrica.html
Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director