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Comunicato stampa Associazione Italiana Familiari
e Vittime della Caccia
Il TAR dà ragione ai caprioli: gli abbattimenti selettivi
in Piemonte non riprenderanno.
Boschi più sicuri, per gli animali e per le persone.
Dopo aver sospeso a inizio settembre la strage di ungulati voluta
dalla Regione Piemonte, nell'udienza di oggi del TAR piemontese
viene riconfermata la decisione: i piani di abbattimento selettivo
approvati dalla Regione Piemonte non sono in regola e quindi la
delibera della Regione non risulta valida. La regione non ha rispettato
l'iter corretto, che prevede il preventivo parere dell'INFS, l'istituto
Nazionale per la Fauna Selvatica. Si può ancora sparare
agli ungulati solo nelle aziende faunistico venatorie private,
dunque, che non necessitano del parere dell'INFS, ma non negli
ATC e CA, cioè nei "luoghi pubblici" di caccia.
Le tante migliaia di ungulati condannati a morte potranno così
salvarsi, ma non certo per merito della Regione Piemonte. Affermano
i rappresentanti dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime
della Caccia, che, assieme alla Lega Abolizione Caccia, hanno
presentato a fine agosto il ricorso al TAR vinto definitivamente
oggi: "I governanti locali che vogliono risolvere il problema
del sovrannumero di animali selvatici adottano sempre la soluzione
per loro più semplice, nel senso di 'meno laboriosa', quella
degli abbattimenti di massa. Ma dovrebbero iniziare ad ammettere
che questa non è affatto una soluzione, perché il
problema si ripresenta ogni anno.
E quindi è loro dovere cercare e trovare altre soluzioni,
soluzioni che non coinvolgano mai i cacciatori, il cui comportamento
è sempre e comunque un pericolo per l'incolumità
pubblica, che invece i governanti locali dovrebbero tutelare".
Trovano così ragione le istanze dei tantissimi cittadini
che nelle scorse settimane hanno protestato per queste uccisioni
senza senso, e i tanti "cacciatori arrabbiati" dovranno
accontentarsi di meno prede. Dichiara l'Associazione Italiana
Familiari e Vittime della Caccia: "I cacciatori hanno protestato
in queste settimane perché sono stati dipinti come individui
pericolosi e violenti, ma è esattamente quello che sono:
violenti con gli animali, perché non si può definire
in altro modo chi prova piacere a uccidere esseri indifesi, e
pericolosi per gli umani perché già in sole 3 settimane
di stagione venatoria ci sono stati 9 morti e 24 feriti, tra cui
molti non cacciatori".
E si tratta comunque di un bilancio per difetto, perché
conta soltanto gli incidenti riportati sui giornali: tanti ferimenti,
magari più lievi, e gli innumerevoli casi di "allarme
sociale", minacce dei cacciatori contro i cittadini indifesi,
spari nei giardini e vicino alle case, ecc., spesso non sono riportati
sui quotidiani.
La stagione venatoria continuerà, ma grazie a questa vittoria
al TAR, i cacciatori sono stati messi in condizione di nuocere
di meno. Agli animali e agli umani.
Contatti: www.cacciailcacciatore.org
Grazie a tutti quelli che nel mese di agosto hanno firmato la
petizione on line dell’OIPA!