NO DELL’EUROPA AL COMMERCIO
DEI PRODOTTI DERIVATI DALLE FOCHE


La Commissione Europea ha adottato oggi una proposta di regolamento che vieta di commercializzare all'interno dell'Unione Europea, di importare nel suo territorio o di esportare prodotti ricavati dalle foche. La proposta mira a garantire che sul mercato europeo non giungano prodotti ottenuti da foche uccise e scuoiate con crudeltà, stress e sofferenza.
Il commissario all'ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato: "Proponiamo un divieto ad immettere in commercio, importare, far transitare nell'UE ed esportare da essa prodotti derivati dalle foche. I prodotti ricavati dalle foche provenienti da paesi che utilizzano metodi di caccia crudeli non devono entrare nell'UE. L'UE s'impegna a sostenere livelli elevati di benessere per gli animali.".

La caccia alle foche nel mondo
Esistono circa 30 specie di foche, che in genere vivono sulle coste delle regioni polari e sub-polari del pianeta o, in certi casi, in alcune aree temperate. Di queste specie, ne vengono cacciate una quindicina, per un totale di 15-16 milioni di esemplari. La caccia alle foche viene praticata tutto l'anno, ma la stagione venatoria varia in base alla regione e alle specie.
Il Canada, la Groenlandia e la Namibia rappresentano circa il 60% delle 900 000 foche cacciate ogni anno. Tra gli altri paesi interessati figurano l'Islanda, la Norvegia, la Russia e gli Stati Uniti e, all'interno dell'Unione europea, la Svezia, la Finlandia e il Regno Unito.
Le foche vengono cacciate principalmente per la pelliccia, il grasso e la carne. I metodi utilizzati per ucciderle e la loro efficacia variano notevolmente, principalmente vengono cacciate con armi da fuoco, a colpi di bastone o catturate con trappole e reti.

La Dichiarazione Scritta
L’Europa è il principale mercato per i prodotti derivati dalle foche, l’ultima volta che erano stati introdotte limitazioni al mercato di questi prodotti, negli anni ’80, ne era seguita di fatto una cessazione della caccia.
Gli Stati Uniti hanno affrontato il problema del commercio dei prodotti derivati dalle foche nel 1972, da quell’anno è infatti in vigore il “Marine Mammal Protection Act”, legislazione finalizzata a proteggere le foche ed i mammiferi marini. Il Messico nel Gennaio 2006 ha vietato l'importazione e l'esportazione di prodotti e derivati da tutti i mammiferi marini.
La chiusura dei mercati sta causando una discesa dei prezzi dei prodotti a base di foca. I prezzi delle pelli, nel 2007, sono scesi del 50% rispetto allo scorso anno, questo in base ai dati forniti dalla Humane Society International del Canada.
Nel settembre 2006 il Parlamento Europeo ha approvato una dichiarazione scritta, ampiamente sostenuta dall’OIPA tramite petizione internazionale, che chiedeva di vietare l'importazione di prodotti derivati dalle foche.
Avendo raccolto il sostegno di 424 deputati, ben al di là quindi della maggioranza dei parlamentari, la Dichiarazione Scritta è diventata una posizione ufficiale del Parlamento l'11 settembre 2006.

L’OIPA ringrazia tutti coloro che sostenendo i nostri appelli, contribuiscono a salvare la vita a milioni di animali in tutto il mondo.

Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director