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NEWS
SUL CANILE DI CICERALE
La petizione on line per il canile “Oasi San
Leo” costruito in Contrada San Leo (SA), sulle montagne di
Cicerale del Cilento sta avendo un eco inaspettato.
Sono più di 15.000 le persone che hanno firmato l’appello
ed hanno inviato le mail dirette ai destinatari più o meno
coinvolti nella situazione del canile di Cicerale.
In seguito al nostro appello sono usciti anche diversi articoli
sui quotidiani locali che riportano il nostro appello: Il
Corriere del Mezzogiorno, La
Nuova, La
Città di Salerno, Il
Corriere del Mezzogiorno del 23/06/06, Il
Corriere del Mezzogiorno del 5 settembre 2006, Il
Corriere della Sera del 3 settembre 2006.
Una Tv locale di Sala Consilina ha mandato in onda un bel servizio
sulla situazione del canile (http://www.portatv.it/?pageid=12568&argom=0&show_argom=1096)
Ma la notizia più importante riguarda un Interrogazione
Parlamentare, presentata dall’On. Riccardo Villari della
Margherita, rivolta ai Ministri dell’Ambiente e della Salute,
in cui si chiede: “… di aprire subito un’indagine
per accertare le condizioni in cui sono tenuti questi poveri animali
e, nel caso, l’immediata chiusura del canile San Leo, con
il trasferimento dei cani in una struttura che presti la necessaria
assistenza e abbia più a cuore la sorte dei circa duemila
esemplari ospitati”.
LA SITUAZIONE DEL CANILE DI CICERALE
E’ dal 1980 che il canile Oasi San Leo “Canie
Ciceralensis” costruito in Contrada San Leo (SA), sulle montagne
di Cicerale del Cilento, vicino Agropoli continua a far mobilitare
le associazioni animaliste di tutta Italia.
Gli animalisti conoscono e denunciano il posto. Isolato sulle montagne,
irraggiungibile. Conoscono e denunciano come si comportano le amministrazioni
locali.
I cani vengono raccolti nei comuni della Provincia di Salerno e
di Avellino quasi sempre da personale non idoneo e non autorizzato.
Non sono mai microchippati al momento dell’uscita dal comune
di appartenenza, come richiesto dalla legge. Sono registrati con
descrizione sommaria, trasportati in un furgone non idoneo e spesso
insieme a corpi di cani morti. Portati in una struttura che somiglia
ad un girone dell’Inferno dantesco, da dove ne escono solo
sotto forma di polvere e cenere dai forni crematori.
I comuni pagano spesso solo un fisso annuale semplicemente per la
raccolta dei cani randagi (anche se docili, mansueti ed accuditi
da qualche persona generosa) e non effettuano mai controlli sul
posto, il che la dice lunga sul fatto che non c'e' alcuna possibilità
che i cani vengano accuditi in questo lager.
E' l'orrore degli orrori. Pagato con soldi pubblici.
Il volontariato non esiste, le adozioni neanche, l’apertura
al pubblico è preclusa, la pratica di aggiornare le schede
sanitarie da parte della ASL è solo una utopia scritta su
di un testo di legge. I registri di movimentazione (ingressi, uscite
in adozione, decessi) e i sistemi di riconoscimento dei cani nei
box, se anche esistono, non sono resi pubblici.
Circa duemila animali sono stipati in recinti più o meno
grandi, completamente abbandonati a loro stessi, coperti di parassiti,
annientati dalle malattie. Lo stesso ingresso in canile è
osteggiato dal proprietario e dall’unico operaio regolare
in servizio. Il cancello della struttura non viene aperto neanche
di fronte a proprietari che vengono a reclamare un proprio cane
di famiglia catturato per errore.
Le norme più elementari indicate dalle leggi vengono regolarmente
disattese: mancano le aree contumaciali che dovrebbero ospitare
gli animali malati, maschi interi sono mischiati nei branchi con
femmine non sterilizzate, cuccioli insieme ad esemplari adulti,
esemplari dominanti o aggressivi insieme a cani anziani, malati,
remissivi.
Da ricordare che a tutela degli animali vaganti esistono la Legge
281/91 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione
del randagismo), la legge regionale della Regione Campania n°
16/01 “Tutela degli animali d’affezione e prevenzione
del randagismo”, la Circolare numero 5 del Ministero della
Sanità del maggio del 2001 di attuazione della citata legge
nazionale, e la nuova legge contro il maltrattamento degli animali
(Legge 189 del 2004).
Già negli anni ’80, un servizio di “Striscia
la Notizia” denunciò le gravi irregolarità.
E sono anni che dalla Provincia di Salerno prima e poi da tutta
Italia, semplici cittadini ed associazioni animaliste locali e nazionali
denunciano il caso. Esposti alla autorità giudiziaria, e-mail
di informazione, lettere aperte pubblicate sui giornali e sui principali
siti Internet animalisti. Unico risultato all’attivismo degli
animalisti è l’indifferenza totale, soprattutto da
parte delle istituzioni.
Sconosciuti i motivi di tale indifferenza ed insensibilità.
Diverse le ipotesi avanzate in questi anni a giustificare l’immobilità
pachidermica delle istituzioni sollecitate ad intervenire: dai legami
ad organizzazioni malavitose locali, alla presenza di “talpe”
nelle sedi istituzionali preposte alla ricezione delle denuncie.
E così le denunce alla Magistratura e le regolari lettere
alle autorità preposte ai controlli e alla vigilanza sono
rimaste “lettere morte”. Come morti continuano ad essere
i cani che per disgrazia cadono nelle reti di questi “commercianti”.
Firmato:
AIPA, Atripalda – Movimento U.N.A. sedi di Sala Consilina,
Pontecagnano, Aversa – Lega per la Difesa del Cane, sede nazionale
e sede di Salerno - Associazione Mi Fido, Roma - Associazione Zoofila
Sanseverinese, Mercato San Severino – Coordinamento Animalista
Salernitano, Salerno
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